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La sintomatologia del disturbo ossessivo compulsivo viene curata con terapie miranti ad estinguere il ripetersi degli atti compulsivi e dei pensieri ossessivi. In realtà i sintomi sarebbero un epifenomeno che nasconde il sottofondo depressivo al quale il disturbo è inscindibilmente legato.
Lo squilibrio omeostatico, che ne è conseguito a vari livelli a causa di un deficit di noradrenalina, dopamina ,nonché di oppioidi endogeni, induce nei soggetti quei vissuti autodistruttivi che danno forma ai fantasmi del DOC. Più l’io si sente debole e minacciato e più questi dominano e governano la mente di chi ne è succube.

Alzheimer e psicologia

ottobre, 2013

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L’Alzheimer è la forma di demenza più comune. Ancor oggi si dibatte sulle sue possibili cause mentre da decenni si sono spese enormi quantità di denaro per una cura efficace che appare però lontana ad arrivare.
Vi sono molte ragioni per pensare che non si tratti di una malattia sui generis ma il risultato finale di un comune invecchiamento che in alcuni individui risulta alquanto accelerato. Pertanto, appare al momento vincente la strategia volta a prevenire la malattia con stili di vita adeguati da intraprendere lungo il corso di tutta la vita.

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Numerosi modulatori sono implicati in quello stato psicofisico che definiamo innamoramento passionale o romantico che è stato descritto da poeti e letterati sin dalla antichità. L’enfasi è stata posta per lo più sulle estasi e gli appagamenti emotivi che se ne ricava omettendo o sminuendo i pericoli ed i rischi che si corrono quando una tale esperienza serve a colmare uno stato carenziale da cui cerchiamo di fuggire. Il risultato è una condizione di squilibrio neurochimico che apre le porte ad una realtà illusoria con cui dovremo fare i conti.

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I dolori,spesso cronici,di cui soffrono molte persone possono essere accresciuti,se non a volte causati,da uno stato di “nocebo” psichico che si è cronicizzato.
Come si vedrà,il dolore fisico e quello psichico non sono poi così distanti tra di loro, poiché sembrano condividere le medesime strutture neurofisiologiche sottostanti.
Curare la mente può riattivare secondariamente il sistema endorfinico degli oppioidi endogeni deputato all’analgesia mediante il controllo esercitato da questi sull’ipotalamo ed il sistema limbico.

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La teoria serotoninergica monoamminica ha goduto in un recente passato di grande credito,soprattutto dietro la spinta non disinteressata delle industrie farmaceutiche.
Tuttavia oggi si pensa da molte parti,visti anche i modesti risultati ottenuti dai farmaci antidepressivi SSRI,che la mente possa avere un ruolo causale nell’insorgenza dei disturbi dell’umore determinante e che il deficit di serotonina sia solo uno dei molteplici eventi a livello neurochimico implicati nella disregolazione dell’omeostasi cerebrale.

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I comportamenti additivi, pur nella loro notevole varietà, sono riconducibili tutti a meccanismi disfunzionali simili, che si riverberano in ultima analisi, a carico dei sistemi modulatori principali.
In particolare, il deficit dopaminergico , a cui fa seguito quello endorfinico, tenderà a stimolare l’assunzione coatta di comportamenti che hanno tutti una stessa matrice e cioè la ricerca compulsiva dell’eccesso.

Psicomeostasi - Dott. Fernando Gallorini - Arezzo - cel 320 0684804
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